Derry 2013

Derry 2013
Scuola in visita al centro cinematografico nazionale, Vilnius, Lituania
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martedì 6 ottobre 2020

"Film Education - Rethinking the future". The Film Corner Online International Conference

 Screening Literacy Italia, il blog di informazione e approfondimento sulla Film education in Italia e in Europa, riapre i battenti per l'occasione della conferenza internazionale Film education. Rethinking the future, promossa da Fondazione Cineteca Italiana


RIPENSARE IL FUTURO DELL’EDUCAZIONE AL CINEMA

The Film Corner International Conference, un evento online a cura di Fondazione Cineteca Italiana per riflettere insieme sul futuro dell’alfabetizzazione cinematografica e audiovisiva

 

Tra il 22 ottobre e il 5 novembre 2020, la XIII edizione di Piccolo Grande Cinema-Cineteca Milano Festival, il festival promosso da Fondazione Cineteca Italiana per giovani e famiglie, ospita la conferenza conclusiva dell’edizione corrente di The Film Corner, il progetto internazionale che prevede la realizzazione di una piattaforma online inerattiva per l'educazione cinematografica e dal 2017 coinvolge istituzioni da 6 paesi europei nell’ambito del programma Europea Creativa dell’Unione Europea.

Da marzo, le scuole e i cinema in vari paesi in Europa e nel mondo sono rimasti chiusi. I docenti hanno dovuto trovare nuove modalità didattiche non solo in ambito audiovisivo, ma in tutte le discipline. Nel futuro che verrà tutte le forme di promozione cinematografica e audiovisiva dovranno trovare nuove modalità per riconnettersi con il pubblico.

Dal momento che il ritorno alla normalità appare  un processo lungo e incerto, l’esplorazione intorno ad alcuni aspetti cruciali legati alla pedagogia dell’audiovisivo è un passaggio prioritario: a cosa somiglierà una “nuova” pedagogia che tenga conto della situazione attuale? La risposta è la “didattica a distanza”? in che modo i festival e le sale sono coinvolti? Cosa viene offerto e cosa potrebbe essere offerto in futuro?

 

La conferenza, che si avvale di un Comitato Scientifico internazionale, avrà luogo online sulla piattaforma Discord in inglese e in panel multipli e prevede interventi di più i 20 relatori da 13 paesi, esponenti di organismi transnazionali come EFADs-European Film Agencies Directors e di alcune tra le più autorevoli organizzazioni a livello internazionale in ambito di educazione cinematografica tra cui Danish Film Institute (Danimarca), Vision Kino (Germania), British Film Institute (Regno Unito), Institut Français (Francia). La conferenza include altresì una giornata italiana, che prevede in apertura un intervento di carattere istituzionale a cura della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del MIBACT-Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Si comincia il 22 ottobre alle ore 17.30 con un panel dedicato all’utilizzo delle risorse didattiche online per l’educazione cinematografica durante il quale sarà oferta un’anteprima della nuova versione della piattaforma The Film Corner, il 28 ottobre alle 17.30 si discuterà di produzione di audiovisivi in ambito educativo e scolastico, il 29 ottobre alle 1730 si discuterà di come i festival e le rassegne raccolgono la sfida del distanziamento sociale, il 4 novembre avr luogo la giornata italiana con uno showcase di buone pratiche di pedagogia dell’audiovisivo e si chiuderà il 5 novembre con un panel internazionale sul futuro della cooperazione internazionale in ambito di film education che prevede l’intervento di Maria Silvia Gatta, rappresentante della Commissione Europea-Direzione Generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie.

Ulteriori informazioni sono reperibili sugli account Facebook e instagram del progetto e sul server Discord relativo alla conferenza.

 Il programma è disponibile qui

Ufficio Stampa: Cristiana Ferrari: ufficiostampa@cinetecamilano.it

Helpdesk: +39 02 87242114

lunedì 16 ottobre 2017

Film education: il futuro del cinema europeo parte da qui?

Il 21 ottobre, nell’ambito del MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo, l’Ufficio MEDIA Roma del Creative Europe Desk Italia organizzerà un infoday dedicato alla film education.

L’evento si aprirà con la presentazione del Bando "Film Education" del Sottoprogramma MEDIA di Europa Creativa. Questo schema di finanziamento è destinato a progetti che prevedono meccanismi per una migliore cooperazione tra le iniziative di film education in Europa, al fine di migliorarne l'efficienza e la dimensione europea e di sviluppare progetti nuovi e innovativi, soprattutto utilizzando gli strumenti digitali.

Seguirà poi una tavola rotonda per analizzare il contesto della film education a livello europeo e a livello nazionale. Interverranno numerosi ospiti che presenteranno i modelli virtuosi di educazione cinematografica, le principali problematiche e il rapporto con l’industria audiovisiva, oltre alle nuove disposizioni in materia di film education previste dalla Legge Cinema italiana.

L’evento è gratuito e sarà seguito da un networking brunch.

Trovate ulteriori informazioni a questo link.

giovedì 8 giugno 2017

The Film Corner International Conference, Milano, 9-10 novembre: open call for subscription

Giovedì 9 e venerdì 10 novembre 2017 avrà luogo presso Cinema Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano The Film Corner International Conference organizzata nell’ambito del progetto di alfabetizzazione al cinema e all’audiovisivo The Film Corner. Online and Offline activities for film literacy promosso da Fondazione Cineteca Italiana insieme ad altre organizzazioni ed istituzioni europee e co-finanziato nell’ambito del Programma Europa Creativa dell’Unione Europea.
La conferenza si svolgerà nell’ambito della decima edizione di Piccolo Grande Cinema, il festival del cinema rivolto al pubblico giovane organizzato da Fondazione Cineteca Italiana dal 3 al 12 novembre 2017.

CONTATTI
Fondazione Cineteca Italiana
Viale Fulvio Testi, 121
20126 Milano
Tel. +39 02 87 24 21 14

Ufficio Stampa
Cristiana Ferrari ufficiostampa@cinetecamilano.it

Per ulteriori informazioni consultare il sito.

Scarica il comunicato stampa (EN e IT)

lunedì 25 luglio 2016

Articolo su Europa Distribution su Film Education

Si inoltra articolo dal titolo "Europa Distribution in Karlovy Vary – “C” for Cinema? The ABC of Film Education" a proposto della conferenza avuta luogo nel corso del festival pubblicato su Europa Distribution a firma di Isabella Weber.

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The International Film Festival of Karlovy Vary hosted again this year the largest annual gathering of the members of Europa Distribution who, from July 3 to July 7, got together to address several critical topics for independent distribution today, focusing especially on the current situation of Film Education in Europe.

With the cinema spectators growing older every year, looking at the future of European audience is becoming a pressing emergency for the Film Industry as well as for the European Institutions. In partnership with Europa Distribution, the Lux Film Prize of the European Parliament approached the theme of Film Education on Sunday 3 July with a panel focusing on the framework for audiovisual works in today’s education and on the current policies. The members of the Parliament Michaela Šojdrová (CZ) and Julie Ward (UK) both stressed the necessity of having Film and Media literacy as part of the school curriculum, to give new generations the analytical instruments to understand the multimedia reality of today. Nuria Fernandez from the UAB (Autonomous University of Barcelona) presented a study on the current situation of the use of audiovisual content in European schools and among the recommendations that emerged, the most pressing one came from the teachers interviewed: 60% of them urge the integration of Film Education as a compulsory subject. Dag Asbjornsen, from the European Commission, stated that the budget for Film Education programs would be raised to 1.4 M in 2017 (while before, a support of 1.9M was shared with the audience development projects).

On Monday 4, Europa Distribution addressed the topic of Film Education from the Industry perspective, presenting several case studies of existing projects. Linda Arbanova from Czech Republic presented Aerofilms’ Aeroškola which works as a filmmaking academy for young people, with a wide range of activities from summer camps to long-term education in documentary, animation and feature. “Kids involved in practical filmmaking develop a distinct sensibility towards cinema,” assured Linda. Federico Spoletti, from FRED@School, also stressed the importance of not imposing top-down education models for film education. In this case, the students who participated in the project, which ran in 8 EU countries, were involved in the elaboration of radio programs commenting on a selection of 4 LUX Prize films watched on a special VoD platform. Matteo Solaro from EACEA, presented some of the outcome of the Audience Development and Film Literacy calls from 2014 and, during  the private workshop for Europa Distribution members, introduced the draft lines of the new call on Film Education. “We do not find many projects with distributors among the partners,” – stated Matteo – the great majority of the Film Literacy projects submitted to Creative Europe use heritage films to avoid the difficulty of acquiring the rights.”  Despite this difficulty, some programs do succeed to integrate all parts of the Industry chain. Claus Hjorth from the Danish Film Institute illustrated MED SKOLEN I BIOGRAFEN, an interesting example of collaboration between film industry, national institutions and local municipalities to bring school children to the cinemas and Michael Jahn from Vision Kino presented SchulKinoWochen, a project with many similarities coming from Germany. In partnership with all 16 Federal States (who provide 48% of the budget), Vision Kino organizes film school weeks bringing students to the cinemas with special screenings and debates with the filmmakers. Food for thoughts to develop similar projects all over Europe!

Michael Gubbins (UK), who chaired the Europa Distribution panel, launched the workshop session highlighting the most relevant topics to be further discussed: the necessity of thinking of Film Education as an active process rather than a passive one, the lack of reliable data on young audience and on the cross-over value of educational programs, the need of involving more the teachers and the problem of how to educate them, the essential role played by cinema theatres as the first place where to experience film culture and, maybe above all, the necessity of establishing a more constructive dialogue with the public institutions. The Danish example was much analyzed and a question was left open: how to implement best practices from neighbour European countries?

All the topics and concerns that were discussed and studied during the different panels and round tables were brought back to the EFADs members during a joint meeting on Wednesday 5, where the two associations discussed ways to work together more closely to foster film educational programs. As the other parts of the Industry chain, distributors are indeed concerned with the accessibility of European films for young audience and for educational purposes but worry that the “copyright exception for educational purposes” might endanger the possibility of fair remuneration. This optional exception to the copyright rules allows teachers to use parts or full works to illustrate a course without paying any fee to the rightsholders. Following the review of the copyright rules (to be announced this autumn by the Commission), it could become mandatory in all Member states and lead possibly to the concept of free rights for any screening taking place within an educational perspective.  This would make the release of many films impossible, as a needed part of their revenues would be taken away.

In the framework of the festival, Europa Distribution organized also its 10th Annual General Assembly, where distributors gave voice to a general concern about the Digital Single Market, fearing that the possible regulations to come would destabilize the Film Industry and put the smaller players out of the game. For similar reasons, the Assembly strongly condemned the change in the Selective Media Support on the calculation of the eligible number of screens which gives access to the financial support, which in 2017 will move from the “highest point of release” to the “first week of release”. In certain countries, independent European films are initially distributed in a few copies and count on the word-to-mouth to gain a wider circulation in the weeks following the release. The change to the first week of release would hence endanger the circulation of the films the scheme is supposed to support. Indeed, challenges are ahead for independent distribution… but hopefully solutions exist, and through film literacy a new audience craving for European films can be developed for brighter days!

(Fonte: http://www.europa-distribution.org/c-for-cinema-the-abc-of-film-education)

venerdì 1 luglio 2016

3 luglio: "Film education – a necessity in Europe?" al Festival di Karlovy Vary

Segnaliamo e volentieri divulghiamo il convegno dal titolo "Film education – a necessity in Europe?", un evento realizzato in collaborazione tra Premio LUX, il Premio del Parlamento Europeo per il cinema, Creative Europe Desk della Repubblica Ceca-Ufficio MEDIA e Europa Distribution nell'ambito del Festival di Karlovy Vary. L'evento avrà luogo il 3 luglio pomeriggio.

Tra i panelist segnaliamo: Michaela Sojdrova, Vicepresidente della Commissione Cultura e Educazione al Parlamento Europeo, Julie Ward, membro della Commissione Cultura e Educazione al Parlamento Europeo, Mark Reid, Head of Education del BFI-British Film Institute, Claus Hjorth,  membro del working group su Film education dell'EFAD-European Film Agencies Directors, Dag Asbjornsen, Commissione Europea, Nuria Fernandez Universidad Autònoma de Barcelona.

Ulteriori dettagli al presente link.

mercoledì 24 giugno 2015

A framework for Film Education in Europe sul blog del FLAG

english version

Sul blog del FLAG-Film Literacy Advisory Group è possibile trovare aggiornamenti e materiali sul seminario "A framework for film education Europe", che ha avuto luogo venerdì 19 giugno alla Cinémathèque Française a Parigi:

il discorso di Serge Toubiana, Direttore della Cinémathèque Française

il keynote speech di Alain Bergala

A questo link è possibile scaricare il documento "A framework for film education in Europe"

Infine, a questo link è possibile guardare il "film" della giornata.

www.filmliteracyadvisorygroup.wordpress.com

giovedì 11 dicembre 2014

Giuliano Montaldo all'ICRCPAL. Il patrimonio, la Film Literacy e i "piccoli miracoli"

Conoscere come eravamo per sapere chi siamo è fondamentale. Chi vede Ladri di Biciclette (1943) non vede solo la vicenda di un uomo e di suo figlio, vede Roma e i suoi abitanti, la città com’era, le case, i quartieri, entra nel costume e nelle abitudini dell’epoca. Certe immagini censurate dei filmati dell’Istituto Luce sono in grado di restituire il senso profondo di un’epoca. La verità, allora, era scritta nei volti delle persone che, a Genova, quel 10 giugno 1940, assistevano corrucciate all’annuncio di Mussolini dell’entrata in guerra dell’Italia”.

Solo uno dei tantissimi spunti di riflessione che Giuliano Montaldo ha offerto, in una straordinaria Lectio Magistralis, agli studenti del corso di Laurea Magistrale della Scuola di Alta formazione dell’ICRCPAL, Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario. Montaldo, che con indomite generosità, energia e passione dialettica ha intrattenuto per più di un’ora gli studenti e il pubblico con testimonianze, aneddoti, riflessioni, è stato accompagnato sul palco della Sala Conferenze del bellissimo comprensorio di via Milano, che già fu sede temporanea dell’Orto Botanico di Roma (prima del suo trasferimento in via della Lungara, nel 1913) ed è oggi sede dell’Istituto, da Maria Cristina Misiti, che ne è la Direttrice, Rossana Rummo, direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore presso il Mibact-Ministero per il Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Umberto Broccoli, scrittore, autore radiofonico, che con la consueta verve affabulatoria ha introdotto la mattinata, abbozzando una contestualizzazione nella cornice storica dell’Italia che ha fatto da sfondo al lavoro del Maestro fin dagli anni ‘60, e Mario Musumeci, dell’Ufficio Studi Conservazione e Restauro della Cineteca Nazionale presso Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, nonché docente della Scuola, che porta i saluti del Presidente, Stefano Rulli. I convenuti esprimono il loro saluto a Nicola Borrelli, Direttore Generale per il Cinema presso il Mibact. E, ovviamente, da Vera, sua moglie e collaboratrice fin dal suo secondo film, che ha assistito all’incontro dalla prima fila.

Giuliano Montaldo, classe 1930, da 60 anni opera, come ci dice, “senza aver mai smesso di lottare”, nel cinema italiano dapprima come attore, ad esempio nei panni di un soldato dell’esercito russo in Kapò (1963) di Gillo Pontecorvo o in collaborazione con Carlo Lizzani, sia in Achtung! Banditi! (1952) che in Cronache di poveri amanti (1954), e poi come regista attivo fin dai primi anni ’60. È sua la firma su capolavori che fanno parte della storia del cinema italiano, da Sacco e Vanzetti (1971)a Giordano Bruno (1973) e L’Agnese va a morire (1976). Fino all'ultimo dei suoi film, L'industriale (2011), "girato in colori con una saturazione vicina al bianco e nero", dice Montaldo, "come la crisi che racconta". Tanti dei film di Montaldo ruotano intorno al racconto della memoria dell’Italia e degli italiani, osservati sempre sotto la lente critica di un autore che ha voluto raccontare qualcosa che dell’Italia è sfuggito ai libri e alla Grande Narrazione storica di questo paese e dei suoi cittadini, talora storie legate a personaggi che si sono trovati al centro di rivolgimenti storici cruciali e sono stati ingiustamente dimenticati.

Giuliano Montaldo e il suo cinema sono parte integrante della memoria storica collettiva dell’Italia e dunque nessuno meglio di lui avrebbe potuto tenere una lezione magistrale dedicata a giovani allievi e allieve di un Istituto dedito alla conservazione e al restauro del patrimonio archivistico e librario nazionale. Nei magazzini al piano seminterrato della Scuola sono transitate, tanto per dirne una, le lettere di Aldo Moro, che sono state restaurate e restituite all’Archivio di Stato; nella visita che ci è stata offerta abbiamo avuto modo di vedere, con la schiena percorsa di brividi, i Quaderni di Antonio Gramsci, scritti in sottili e sbiaditi quaderni di fortuna con la sua grafia minuta e a caratteri minuscoli. Accanto al patrimonio librario e cartaceo la Scuola dedica parte della propria attività didattica al restauro cinematografico: in coda alla lezione, una giovanissima ed emozionatissima allieva ha presentato, dinanzi al Maestro, il lavoro svolto nel corso suo tirocinio presso i laboratori della Cineteca Nazionale. Non è affatto casuale, quindi, che uno dei “portatori sani di memoria storica”, come Montaldo ha definito gli attori delle compagnie di giro attive in Italia nel XVI secolo, che erano coloro i quali attraverso il teatro portavano le notizie in giro per l’Europa, si sia cimentato in una lezione in siffatta cornice e dinanzi a siffatto pubblico.

La testimonianza, dice Montaldo, di un regista, un autore, un direttore della fotografia, un tecnico che possa restituire a chi non c’era il ricordo di un’epoca andando a parlare di un film restaurato è una via per la reiterazione di una memoria, di un racconto di fondazione che è parte del patrimonio inestimabile della storia di un paese. Il ricordo di Montaldo va a una ventina d'anni prima, al 1996, quando il sindaco di Narni, il piccolo comune umbro al confine con il Lazio, gli propose di collaborare alla creazione di un festival che mostrasse alle persone il grande cinema italiano del passato restaurato e riportato alla luce. Oggi quel festival esiste ancora, si chiama Le vie del cinema ed è diretto da Alberto Crespi.

Dentro un film che viene dal passato c’è un’atmosfera che per chi non c’era non è conoscibile, ci sono temi e problematiche che, pur assumendo contorni differenti, esistono ancora. È il caso di Una giornata particolare (1979) di Ettore Scola, ripresentato in versione restaurata alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia di quest’anno, film contestualizzato e collocato in uno spazio e in un tempo ben precisi che, però, prefigura un orizzonte di questioni ancora attuali e tutt’altro che risolte. Il cinema può e deve servire, come poche altre arti possono fare, a riallacciare i rapporti con il passato, a costruire ponti che aiutano ad affrontare storie attuali e ci danno la misura di quanto le radici di queste storie siano ben radicate nel passato e nella cultura del proprio paese.

Peraltro il cinema italiano, aggiunge Montaldo, è un cinema che ha trovato, in maniera del tutto indipendente e autonoma e attuando una vera e propria rivoluzione politica, un modo nuovo di raccontare la realtà. Al di qua dei metri di pellicola dell’Istituto Luce censurati che raccontavano lo sgomento dell’Italia di fronte alla dittatura fascista, c’è il Neorealismo, il cinema della Liberazione, come lo ha definito Bazin, un cinema che ha recuperato quelle facce dal fondo dei cassonetti parcheggiati fuori dai laboratori di Cinecittà e le ha fatte conoscere all’Italia e al mondo. E qui Montaldo sorprende il pubblico citando Giovanna (1955) di Gillo Pontecorvo, presentato alla Mostra di Venezia nel 1956, il racconto della rivoluzione di un gruppo di operaie di una fabbrica tessile a Prato ("prima dell’arrivo dei cinesi", sottolinea ironicamente Montaldo) che mette insieme la lotta politica e sindacale con la lotta di genere, che oppone il manipolo di insorte alle idee patriarcali del proprietario e dei loro mariti e figli. Un film politico – come tutti i film di Pontecorvo, aggiungiamo - che racconta un brano dimenticato della storia d’Italia che oggi è in grado di raccontare questo paese come, se non meglio, di cento manuali scolastici, girato con pochissimi mezzi e un cast di attori non professionisti. Quelli che, dice Montaldo, “riuscivano a metterci sempre un qualcosa di più degli attori professionisti nei film che facevano, riuscivano a metterci la verità”.

Conservare il cinema è conservare, dice Montaldo, il lavoro; e, con un gioco di incastri e metonimie, “salvaguardare dall’oblio il lavoro di chi il film l’ha fatto”. È più volte citato nella lezione magistrale Vittorio Storaro, “pluripremiato”, lo definisce ironicamente Montaldo, tra gli autori italiani della fotografia uno dei più importanti, quotati e apprezzati. Fu con Storaro che, nei primi anni ’80, nacque Arlecchino (1982): Montaldo fu convocato presso gli uffici della divisione Ricerca e Sperimentazione della RAI, allora diretta da Massimo Fichera, per realizzare un film in Alta Definizione, tecnologia avveniristica messa a punto in Giappone dalla Sony, che facesse il giro del mondo. E quale soggetto migliore per ovviare al problema della lingua, disse Montaldo a Fichera osservando la gigantografia di Arlecchino appesa al muro della sua stanza e pensando alla sua italianissima gestualità, in grado di farsi lingua universale adatta a portare un film così fatto in giro per il mondo. “A Venezia”, aggiunse allora Fichera, così da poter testare la resistenza della macchina all’umidità e la resa degli obiettivi sulle lunghe distanze.

È passando per l’articolazione tra la tecnologia analogica della pellicola e la tecnologia elettronica del video che Montaldo torna alla carica sui nuovi modi di girare nell’era del digitale che, siamo d’accordo, sarà pure il futuro ma rischia di portare con sé delle cattive abitudini. “Nei miei anni”, dice, “si, è vero, c’era la soddisfazione di dire ‘motore’, poi ‘ciak’ e poi ‘azione’, ma poi subito dopo c’era sempre un ‘buona la prima’. I metri di pellicola che si riuscivano a strappare al produttore – figura alla quale Montaldo, che è sempre rimasto “al di qua della barricata”, ha dedicato un momento ironico e divertente nel corso della lezione - erano sempre pochi. Oggi, invece, si gira all’infinito e si arriva al montaggio anche con 40 ore di girato, impazzendo per cercare di ricordarsi qual era il migliore tra i mille take che si sono presi”. Aneddotica che aiuta chi ascolta a entrare in quel mondo, ad avvicinare ai minimi problemi che si pongono quotidianamente nel mestiere del regista, artigiano che lavora con la realtà.

A seguito della lezione, Rossana Rummo ha voluto esprimere l’urgenza di intervenire per portare avanti un progetto pubblico collettivo sul patrimonio, che sia incentrato sui due pilastri della conservazione e del restauro. La memoria del funzionario del Ministero va ai primi anni 2000 quando, nei suoi ultimi anni di mandato presso la Direzione che è tornata a dirigere dopo svariati anni e dirige ancora oggi, si parlava di un Piano Nazionale per il restauro e si vagheggiava la creazione di una Fondazione per la conservazione e il restauro del cinema europeo perché, sottolinea la Rummo, non è più possibile – come già non lo era allora – elidere il lavoro sul patrimonio da fare a livello nazionale con il lavoro da fare a livello europeo.

Il patrimonio della cultura e dell’industria cinematografica europea - aggiungiamo noi - è il centro di attenzione delle politiche europee sul cinema e l’audiovisivo; le cineteche europee sono radunate, da ormai diversi anni, sotto la divisione Media e Contenuti Convergenti della DG CONNECT, la direzione Generale per le Reti, i Contenuti e le Tecnologie della Commissione Europea, presso la quale, da pochi mesi, è collocato il sotto-programma MEDIA del Programma Europa Creativa che annovera al suo interno il bando Audience Development – Reaching the audience dedicato alle attività di Film Literacy che costituisce un'opportunità per le istituzioni dedite al patrimonio e quest’anno, per l'Italia, ha visto l’affermarsi di un progetto avente come capofila la Cineteca di Bologna. Il patrimonio si sta dunque imponendo nell’agenda pubblica europea e bisogna lottare perché questo diventi con sempre maggior urgenza una questione di primo ordine.

In linea con l’inserto sopra proposto, Rossana Rummo sottolinea la questione-scuola: "è impensabile disporre di questo patrimonio inestimabile e non riuscire a portarlo organicamente e sistematicamente nella scuola pubblica, per permettere agli studenti italiani di uscire dal proprio percorso di studi con una formazione di spettatori". Ecco, a nostro modo di vedere, il terzo pilastro che mancava alla coppia conservazione-restauro: la valorizzazione, motore fondamentale del patrimonio che non è tale se non prevede una sua vivificazione per mezzo della diffusione. Diffusione che sarà tanto più vivificante quanto più questo patrimonio è antico e storico per chi ne beneficia, perché solo così si chiuderà il cerchio indicato da Montaldo: “conoscere come eravamo per sapere chi siamo". Il patrimonio cinematografico è uno dei mezzi più potenti per raccontare “da vicino” la storia, il pensiero, il costume di un’epoca passata nella quale è necessario immergersi per dare una tridimensionalità, una profondità alla propria vita e al lavoro che si svolge sul territorio di un paese.

E troviamo particolarmente bello che Montaldo abbia chiuso la sua lezione magistrale tornando a Narni, vent’anni dopo: l’anno scorso, ci riferisce, il sindaco di Narni lo avrebbe richiamato per invitarlo a inaugurare una sala cinematografica. “Stai scherzando?”, fu la risposta. In un momento storico in cui si sente parlare solo di sale che chiudono... Possibile che ci siano dei posti in cui il cinema scoppia così di salute? E invece, ci riferisce Montaldo, una volta giunti a Narni tutto è stato chiaro: la sala cinematografica era nata all’interno di una scuola elementare nella quale, per volere degli alunni, dei genitori e del personale docente, un'aula in disuso era stata presa e adattata a sala cinematografica, con tutto l'occorrente. Per esattezza, la scuola elementare di Ponte San Lorenzo, dove è nel giugno 2013 è stata inaugurata la sala "De Sica".

Ecco cos’è la Film Literacy. Un piccolo miracolo, un soffio di umanità in una comunità, un gruppo di persone, l’espressione dal basso di un autentico bisogno di cultura che nasce "per contagio positivo",  potremmo dire, come un passaggio di testimone, da un sindaco a un regista a un festival a una coppia di genitori al loro figlio piccolo alla sua maestra alla sua preside e poi di nuovo al sindaco. E tutto, giocato intorno al patrimonio, un tesoro inestimabile, con le sue decine di registi, centinaia di tecnici e operatori e migliaia di film che, frammenti di vita vissuta e di realtà catturata e sottratta al flusso del tempo, sono in grado di raccontarci chi siamo e capire dove vogliamo andare. Qualcuno ricorda forse un momento della storia di questo paese in cui ce ne sia stato più bisogno di oggi?


Simone Moraldi

Roma, mercoledì 10 dicembre, 2014

martedì 21 ottobre 2014

Presentazione di Screening Literacy a Santiago de Compostela, 24 ottobre 2014

Il giorno 24 ottobre 2014, nell'ambito del Convegno "Cinema of Small Nations, Film Literacy and New Audiences" (23-24 ottobre 2014) promosso dall'Università di Santiago de Compostela, avrà luogo, nel corso del panel dal titolo "Film Literacy and New Audiences" coordinato dal Prof. Vitor Reia-Baptista (Universidade do Algarve), la presentazione di Screening Literacy, il I Rapporto europeo sulla Film Literacy.

Saranno presenti: Mark Reid (British Film Institute), Ian Wall (UK Film Education), Alizée Dallemagne (Europa Cinemas), Florine Wiebenga (EYE Film Institute).

Ai seguenti link è possibile consultare il programma del Convegno e lo slideshow della presentazione.